11/06/2009

Il cappello di feltro Joseph Beuys - Lucrezia De Domizio Durini

Più riguardo a Il cappello di feltro
pag 275 - Ed Charta 1998
Un personaggio dal pensiero e dal fare per me affascinanti e quanto mai attuali ai giorni nostri.
Una strada su basi ecologiche e di rispetto per la Natura, indicata e ormai da percorrere senza dubbio. Un approccio all'insegnamento e alla pratica dell'arte oltre le imposizioni dell'accademismo.

Dalla quarta:
Beuys, artista sciamano, figura profetica ed emblematica, è uno tra i personaggi più significativi della scena artistica mondiale del secondo dopoguerra; questo è un testo fondamentale per capirne fino in fondo la filosofia secondo la quale l'idea dell'arte è intesa come rinascita, rinnovamento dell'uomo e dei sistemi in cui l'uomo vive. L'autore mette in evidenza quanto Beuys abbia anticipato i tempi, intuendo chiaramente quelle problematiche sociali, ambientali, economiche, politiche e culturali che oggi dilaniano tutti gli uomini della terra.
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03/06/2009

Le anime disegnate - Luca Raffaelli

Più riguardo a Le anime disegnate

pag 273 - Minimum Fax 2005

Una interessante panoramica, se pure secondo me non molto approfondita, ma che offre un buon punto di partenza, della storia dei cartoni animati. Si parte dai gloriosi e zuccherosi studi di Walt Disney passando dalla Warner Bros e via via arrivando fino ai South Park, passando ovviamente dai Simpson. Molto interessante anche la parte sui manga e le anime giapponesi che hanno suscitato in me una certa curiosità.

Sono molte le sfumature che vengono messe in risalto nei vari approcci che i diversi studi ebbero nel produrre i cartoni, che inizialmente erano solo cinematografici, e ai quali venivano destinati grandi budget ( è anche per questo che un capolavoro stilistico come Biancaneve poi non è più stato prodotto ). Con l'avvento della tv i soldi per le produzioni calarono vertiginosamente e di conseguenza si risparmiò sul numero di disegni per le animazioni ( e questa sembra scontata ma è una delle trovate che  caratterizzano ad es. i cartoni di Hanna & Barbera coi loro personaggi statici a cui si muovono solo bocca e arti )

I cartoni sono diventati, da quel mondo fantastico e ottimista che erano (dove il male soccombeva al bene in virtù dei personaggi che facevano parte della storia) a rappresentarci un mondo dove la perfezione non esisteva e il personaggio sfortunato che si arrendeva al furbo diventava il vero eroe e il più amato ( che dire di Willy il Coyote?) dove la realtà pur non essendo inverosimile, risultava lo stesso ugualmente credibile nel contesto della narrazione (in un cartone Disney non succedono mai quei fatti inverosimili ma non favoleggianti, che accadono nei Warner e che noi accettiamo come possibili. Sembra un’altra cosa scontata ma non lo è stato per i primi spettatori dei questi cartoni) . I Simpson e i South Park ci hanno poi abituati alla "dura" realtà, contestandola e proponendocela senza vergogna ( e cambiando pubblico, che nel mentre è diventato adulto )

Il discorso sui giapponesi viene affrontato con le grandi serie tipo Heidi, Remi, Astroboy ( non si parla di Capitan Harlock, delusioneee) dove c'è sempre il riscatto dell'individuo per meriti del tutto personali che siano di bontà e simpatia o attraverso superpoteri. Queste qualità vengono spesso sottolineate dal fatto che il protagonista è spesso orfano o comunque abbandonato. Queste storie sono lo specchio dell’individualità giapponese spinta fin dalla più tenera età a forti  carichi di competitività già negli anni della scuola ( da qui anche le serie sportive dei giochi di squadra tipo pallavolo e calcio ).


Jumping di Osamu Tezuka
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24/05/2009

I promessi sposi - Alessandro Manzoni

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L'avrei dovuto finire nell'estate tra la prima e la seconda liceo,  più di due decenni fa. Cosa mai fatta. Ora con tutta la calma e l'assenza di angoscia da interrogazione, me lo sono proprio gustato. Pensavo che avrei fatto fatica a leggerlo, tutt'altro. Ho amato i personaggi, le caricature,i luoghi,  l'italiano con cui è scritto. Raccomando una rilettura a chi ha non proprio dei sereni ricordi liceali in merito, per confrontarsi liberamente con un capolavoro.
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04/05/2009

Zanna Bianca - Jack London

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pag 382 - Ed Piemme 2003

L’ho riletto  un paio di mesi fa e non mi ricordavo quanto questo libro fosse bello. Come “Il richiamo della foresta”. Non saprei quale dei due mettere uno scalino più su ( forse “ Il richiamo” perché si narra del passaggio dalla vita domestica a quella selvaggia e la cosa mi ispira più libertà )

In Zanna Bianca invece è un lupo che viene addomesticato e ne passa veramente di tutti i colori con gli umani. E’ un romanzo che narra la crudeltà dell’uomo e l’amore e la paura verso l’umano che un cane/lupo  può provare, fino a diventare esso stesso una belva per riuscire a sopravvivere.

Sono arrivata sull’orlo della commozione nel leggerlo e ho centellinato le pagine perché mi spiaceva che la storia finisse. Il tema del cane che attacca l’uomo è più che mai di triste attualità. Leggendo di Zanna Bianca non si può non riflettere sul fatto che se un cane arriva ad essere talmente aggressivo nei confronti dell’uomo è perché, il più delle volte, è l’uomo stesso ad aver  contribuito coi suoi soprusi all’attuazione di una simile situazione. Quando invece ci vorrebbe comprensione e rispetto per ricevere in cambio quello che anche un selvaggio come Zanna Bianca alla fine ha saputo dare al suo padrone. Gli altri non so, io sto dalla parte di Zanna Bianca.

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06/04/2009

Perdas de Fogu - Massimo Carlotto - Mama Sabot

Immagine di Perdas de fogu
pag 157 - e/o editore - 2008
Trovato nella zona di scambio bookcrossing di Moltrasio (CO) , mi ha attratta dalle prime pagine anche se non è il mio genere. Cioè, il giallo non è il mio genere, le inchieste già mi interessano di più.
Carlotto ha utilizzato questo stile letterario "misto" già con   "le irregolari"  ma in questo caso non si raggiunge quel livello.
Alla fine ho trovato poca inchiesta e molto giallo, anche se la lettura è corsa via tutto sommato piacevolmente.

la trama da massimocarlotto.it
Sardegna 2008.
Pierre Nazzari è un disertore ricattato e costretto a fare il lavoro sporco in operazioni segrete o illegali.
Finisce nelle mani di una struttura parallela al servizio di un comitato d’affari locale e viene obbligato a spiare Nina, una giovane ricercatrice veterinaria che studia gli effetti dell’inquinamento bellico sugli animali nella zona del poligono di Salto di Quirra.
Mentre l’ex militare tenta di conquistare la fiducia della giovane donna, il suo passato ritorna per chiudere un conto lasciato in sospeso. Entrambi saranno costretti a giocare una partita complicata e pericolosa il cui premio è la sopravvivenza. Sullo sfondo un mondo di affaristi e politici, ex contractor e strutture di sicurezza privata, militari e industrie di armamenti legati dal grande business della produzione bellica.
Frutto di una lunga e meticolosa inchiesta condotta da Massimo Carlotto e dal gruppo di scrittori uniti nella sigla Mama Sabot, Perdas de Fogu segna il ritorno di Carlotto al grande romanzo d’inchiesta contemporaneo.
Un’indagine mozzafiato con una trama fitta di colpi di scena, il cui protagonista rappresenta una forte novità nel panorama del noir.
Una denuncia coraggiosa dei giochi sporchi che ambienti politici e militari fanno a danno della nostra salute e sicurezza.
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30/03/2009

Controcorrente - Joris Karl Huysmans

Immagine di Controcorrente

pag.222-  Trad. Camillo Sbarbaro - Garzanti 2000

Un libro non facile che in diverse occasioni ho avuto la tentazione di abbandonare. Mi ha ricordato molto D'Annunzio (autore che non reggo ma che si è ampiamente ispirato a questo autore) soprattutto all'inizio quando mi sono trovata spiazzata dalle minuziose descrizioni. Ma, memore dell'inizio particolareggiatissimo de “I Buddenbrook” di Mann, che però poi lascia posto a un romanzo bellissimo, molto profondo e al contempo scorrevole, ho deciso di continuare ( e al limite saltare a piedi pari qualche paginetta) e complice una settimana di vacanza, sono riuscita con calma a terminarlo.

In questo caso però niente da fare, le descrizioni minuziose continuano e non solo, lasciano posto a disquisizioni ad esempio sul colore delle pareti: perché è stato scelto, a quale tipo di occasione si adatta, a quale tipo di luce, naturale o no,si intona, addirittura a quale tipo di donna quel particolare colore si armonizza.

Potete ben vedere che ci vuole una po' di pazienza a star dietro a queste cose. E anche un certo grado di “abitudine” a questa scrittura che in un certo momento inizia a diventare preziosa come gli interni, le vesti, i profumi, l'arte o la letteratura che descrive. Così mi sono resa conto che tutte queste approfondite descrizioni dei dettagli, sia materiali che intellettuali, contribuivano a presentarmi il personaggio Des Esseintes . Unico personaggio nevrotico perso nella noia della sua vita dopo che tutto è stato indagato e provato, per essere poi approfondito o irrimediabilmente abbandonato.

Emerge così la nostalgia per i suoi entusiasmi passati, siano essi erotici ( i quali non possono più essere indagati per via della sua impotenza) oppure  entusiasmi intellettuali ( si chiede riordinando la sua biblioteca quali libri effettivamente vorrebbe rileggere tra tutti quelli che possiede rendendosi conto che sono pochissimi i grandi autori che ancora non lo hanno stancato). Arriverà ad intraprendere un viaggio a Londra per ricercare nuovi impulsi, ma la sua voglia di viaggio si esaurirà dopo una sosta nei locali inglesi di Parigi.

Il tutto passa attraverso dei malesseri fisici ( ad esempio una allucinazione olfattiva che lo porterà alla ricerca della ricetta del profumo perfetto, mischiando essenze rare che provengono dagli angoli più remoti del pianeta di cui resterà quasi sopraffatto, oppure l'incapacità di poter mangiare )

La vita di un uomo ricco, non solo materialmente, che però non trova più niente che lo possa appassionare e che quindi cerca di allontanarsi da un'umanità che vibra nei suoi interessi ( falsi?) cercando di condurre una vita solitaria in campagna , ma intellettualmente e spiritualmente ricca (pare rivolgersi al cattolicesimo da cui si era allontanato dopo gli studi), senza infine riuscirci. Il suo corpo stesso lo obbligherà, attraverso la malattia, al ritorno nella città a stretto contatto con la società, cosa che più di ogni altra delusione lo getterà nello sconforto.


Controcorrente" su Wikpedia
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14/03/2009

L'isola senza ponte- Uomini e storie di Sicilia- Matteo Collura

Immagine di L'isola senza ponte
pag 217 - Longanesi 2007
Un viaggio tra episodi e ricordi dell'autore nella controversa Sicilia, sua regione nativa. Soprattutto di un'isola raccontata dai suoi autori più auotrevoli da Pirandello a Sciascia, Tomasi di Lampedusa, Brancati e Bufalino.
Tanti spunti per nuove letture ( o riletture).
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04/03/2009

Culture Jam - Kalle Lasn

Immagine di Culture Jam
pag 311 - Trad. Rota Sperti S. Mondadori 2004

Grazie a questo libro ho scoperto di essere nel mio piccolo una culture jammer :P ! A parte gli scherzi ho trovato degli spunti molto interessanti di riflessione, soprattutto a livello di macro-attivismo. L'ho letto durante questo periodo di crisi nera globale che stiamo attraversando e mi piacerebbe sapere Lasn cosa dice ora, proprio lui che aspettava, per il grande salto, o un cataclisma geologico oppure un trracollo economico. Questo libro inoltre lascia molto spazio alla speranza. La speranza che, dallo stato delle cose, almeno le grandi corporation ne possano uscire sconfitte a favore di un sistema più controllabile e sostenibile sotto ogni aspetto (e soprattutto perseguibile in caso di illegalità)  . Sarò un'illusa ma questa speranza ha forse anche un nome ( Obama?). Si è già opposto alle lobby americane in favore della gente, da non crederci! Forse anche questo fa parte della grande occasione che l'essere scesi così in basso ci sta offrendo.

in sintesi da Ibs.it
Unendo scritti e opere visive, Lasn invita i cittadini del mondo occidentale, massificato e mercificato, a cambiare rotta. E indica anche il modo concreto per cambiare il mondo attuale: agire sul sistema dell'informazione, sulla gestione delle televisioni e sull'industria dell'alimentazione, della moda, delle auto, della musica e sull'organizzazione del potere. Mettendo in discussione il modello consumistico, gli idoli della pubblicità e dei marchi, questo volume mostra come ciascun individuo possa organizzare una resistenza allo strapotere del capitalismo selvaggio, contribuendo a dare vita a un mondo più giusto e più umano.



è un libro bookcrossing, qui il suo  viaggio
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18/02/2009

Il cacciatore di aquiloni - Khaled Hosseini

Immagine di Il cacciatore di aquiloni

pag 388 -Trad. Isabella Vaj - Ed.Piemme 2004

Un libro che non avrei mai letto se la mia vicina di casa non me lo avesse prestato con grande entusiasmo.
Alla fine la lettura è scivolata via senza intoppi, ma a parte il contesto Afgano che fa da sfondo, non l'ho apprezzato granchè. Appena terminato ero più entusiasta, ma noto che più i giorni passano dalla fine della lettura e più il mio giudizio si intiepidisce. Anche i personaggi, sebbene rappresentati in un lungo arco della loro vita, sono così ligi al loro schema dell'infanzia ( uno è vigliacco, uno sottomesso, uno crudele) da risultare oltre che ripetitivi, anche un tantino irritanti. E il colpo di scena non fa che impastare ancora di più questi schemi. Forse troppa "confezione" e poca sostanza in fin dei conti.
La mia vicina di casa mi ha già prestato anche "Mille splendidi soli" dello stesso autore :(

Edit: stavo parlando ieri sera di questo libro e ne è uscita un'altra sensazione che in un primo momento non avevo afferrato. La vicenda è sempre pervasa da una specie di schermo , qualcosa che rende le scene più violente e crude come se le stessimo osservando attraverso un velo che le restituisce ammorbidite. Mi pare quindi che le potenzialità che una vicenda simile, soprattutto nella sua ambientazione afgana, offriva, non siano state in pieno sfruttate.
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16/02/2009

Fido non si fida - Meyer Edgar H., Stefano Apuzzo

Immagine di Fido non si fida
pag 144 - Stampa Alternativa 2002

Libro da me acquistato qualche anno fa e mai letto per pura pigrizia nei confronti del "dover sapere". Diciamocelo francamente, nascondere la testa a mò di struzzo è molto, molto più comodo. Ma prima o poi bisogna fare i conti con la propria coscienza che vuole sapere, tanto più se il libro fa capolino sulla libreria da così tanto tempo.
E allora eccomi qui, non che non mi aspettassi i fatti qui presentati, ma insomma vederseli nero su bianco è sempre un invito alla riflessione. Negli ultimi mesi già avevo fatto una ricerca sul web per vedere quali dei cibi per le mie due gatte fossero il più possibile passabili e quali invece totalmente da boicottare
( oltre al problema degli scarti di ogni tipo, anche fecali,messi in alcune marche fra le più note, molte di queste sovvenzionano o fanno esse stesse vivisezione...ad esempio sui gatti stessi ).
La scatoletta ( e ancor di più i croccantini) per i nostri animali domestici alla fine risultano essere un grosso affare per riciclare guadagnando materiali di scarto che altrimenti andrebbero smaltiti spendendoci dei soldi. così basta un correttore di sapore, un appetibile l'aggiunta di qualche vitamina e via il gioco è fatto. Il vostro cane e il vostro gatto si leccheranno soddisfatti tutto ciò che c'è nella ciotola, pure noi saremo contenti e via di questo passo.
Ma questo libro però va ben oltre, includendo ampiamente anche i cibi per gli umani, con tutte le loro storie di contraffazione, sofisticazione eccetera. La storia della mucca pazza è solo l'apice di tante storie simili ( volendo vedere conclusasi tutto sommato non troppo tragicamente) , che vedono lo sfruttamento incondizionato non solo degli animali, ma di riflesso anche del consumatore.
In fin dei conti  non sappiamo cosa mangiamo, in primo luogo mangiando carne, ma anche tutto il resto è un grande punto di domanda. E le leggi? le leggi non aboliscono tale e tal'altra sostanza (parlo anche di metalli pesanti...) ma si limitano a mettere un tetto massimo di percentuale di presenza nei vari prodotti.
Insomma da mettersi le mani nei capelli e forse ancora la testa sotto la sabbia.
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