pag.222- Trad. Camillo Sbarbaro - Garzanti 2000
Un libro non facile che in diverse occasioni ho avuto la tentazione di abbandonare. Mi ha ricordato molto D'Annunzio (autore che non reggo ma che si è ampiamente ispirato a questo autore) soprattutto all'inizio quando mi sono trovata spiazzata dalle minuziose descrizioni. Ma, memore dell'inizio particolareggiatissimo de “I Buddenbrook” di Mann, che però poi lascia posto a un romanzo bellissimo, molto profondo e al contempo scorrevole, ho deciso di continuare ( e al limite saltare a piedi pari qualche paginetta) e complice una settimana di vacanza, sono riuscita con calma a terminarlo.
In questo caso però niente da fare, le descrizioni minuziose continuano e non solo, lasciano posto a disquisizioni ad esempio sul colore delle pareti: perché è stato scelto, a quale tipo di occasione si adatta, a quale tipo di luce, naturale o no,si intona, addirittura a quale tipo di donna quel particolare colore si armonizza.
Potete ben vedere che ci vuole una po' di pazienza a star dietro a queste cose. E anche un certo grado di “abitudine” a questa scrittura che in un certo momento inizia a diventare preziosa come gli interni, le vesti, i profumi, l'arte o la letteratura che descrive. Così mi sono resa conto che tutte queste approfondite descrizioni dei dettagli, sia materiali che intellettuali, contribuivano a presentarmi il personaggio Des Esseintes . Unico personaggio nevrotico perso nella noia della sua vita dopo che tutto è stato indagato e provato, per essere poi approfondito o irrimediabilmente abbandonato.
Emerge così la nostalgia per i suoi entusiasmi passati, siano essi erotici ( i quali non possono più essere indagati per via della sua impotenza) oppure entusiasmi intellettuali ( si chiede riordinando la sua biblioteca quali libri effettivamente vorrebbe rileggere tra tutti quelli che possiede rendendosi conto che sono pochissimi i grandi autori che ancora non lo hanno stancato). Arriverà ad intraprendere un viaggio a Londra per ricercare nuovi impulsi, ma la sua voglia di viaggio si esaurirà dopo una sosta nei locali inglesi di Parigi.
Il tutto passa attraverso dei malesseri fisici ( ad esempio una allucinazione olfattiva che lo porterà alla ricerca della ricetta del profumo perfetto, mischiando essenze rare che provengono dagli angoli più remoti del pianeta di cui resterà quasi sopraffatto, oppure l'incapacità di poter mangiare )
La vita di un uomo ricco, non solo materialmente, che però non trova più niente che lo possa appassionare e che quindi cerca di allontanarsi da un'umanità che vibra nei suoi interessi ( falsi?) cercando di condurre una vita solitaria in campagna , ma intellettualmente e spiritualmente ricca (pare rivolgersi al cattolicesimo da cui si era allontanato dopo gli studi), senza infine riuscirci. Il suo corpo stesso lo obbligherà, attraverso la malattia, al ritorno nella città a stretto contatto con la società, cosa che più di ogni altra delusione lo getterà nello sconforto.
