15/10/2009

La guerra che non si può vincere - Cronache dal conflitto tra israeliani e palestinesi.

More about La guerra che non si può vincere

pag.185 - Trad. A.Shomroni - Mondadori 2005
Questo libro lascia colmi di rabbia. Tutto quello che lo scrittore propone lo si percepisce come parole al vento.
Speranze sembrano a volte esserci, ma la via d'uscita è oltre l'orizzonte ed è particolarmente complicata e ricca di sfumature. Ormai la guerra è purtroppo diventata il modo di essere  per gli israeliani e i palestinesi. E' la loro quotidianità che lo vogliano o no i singoli. Non bastano le menti più lucide come quella di Grossmann a indicare la strada.


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09/07/2009

Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio - Amara Lakhous

More about Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
pag 192 - e/o ed. 2006

Ho trovato molti luoghi comuni in questo libro, ma trattati con molta ironia e divertimento. le diversità vicine o lontane si assomigliano tutte: il milanese vede i difetti del romano e un iraniano non ci tiene a essere preso per un pakistano.
ognuno vuole stare con chi gli somiglia, con chi ha le stesse credenze e tradizioni sprecando così un enorme patrimonio di "diversità" che potrebbe aprirci altri punti di vista.

trama in breve da e/o edizioni
La sapiente e irresistibile miscela di satira di costume e romanzo giallo imperniato su una scoppiettante polifonia dialettale di gaddiana memoria (il Pasticciaccio sta sullo sfondo segreto della scena come un nume tutelare), la piccola folla multiculturale che anima le vicende di uno stabile a piazza Vittorio sorprende per la verità e la precisione dell’analisi antropologica, il brio e l’apparente leggerezza del racconto. A partire dall’omicidio di un losco personaggio soprannominato “il Gladiatore”, si snoda un’indagine che ci consente di penetrare nell’universo del più multietnico dei quartieri di Roma: piazza Vittorio.

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09/07/2009

Hitler era innocente - Aldo Moscatelli

More about Hitler era innocente
pag 196 - I sognatori 2008

Il libro mi è piaciuto anche se non mi ha del tutto convinta perchè a volte ho avuto l'impressione che ciò che avveniva nel campo Libertà non venisse raccontato come se fosse vissuto al momento da Felicien il narratore, ma come se fosse un presente raccontato a posteriori. Questa sensazione me l'hanno data i dialoghi e le riflessioni dei deportati fatte in quelle condizioni disumane in cui l'unico pensiero era quello della sopravvivenza e non quello di riuscire a scandagliare così lucidamente e a fondo il perchè di tanto orrore.
Comunque una buona lettura.

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03/06/2009

Le anime disegnate - Luca Raffaelli

Più riguardo a Le anime disegnate

pag 273 - Minimum Fax 2005

Una interessante panoramica, se pure secondo me non molto approfondita, ma che offre un buon punto di partenza, della storia dei cartoni animati. Si parte dai gloriosi e zuccherosi studi di Walt Disney passando dalla Warner Bros e via via arrivando fino ai South Park, passando ovviamente dai Simpson. Molto interessante anche la parte sui manga e le anime giapponesi che hanno suscitato in me una certa curiosità.

Sono molte le sfumature che vengono messe in risalto nei vari approcci che i diversi studi ebbero nel produrre i cartoni, che inizialmente erano solo cinematografici, e ai quali venivano destinati grandi budget ( è anche per questo che un capolavoro stilistico come Biancaneve poi non è più stato prodotto ). Con l'avvento della tv i soldi per le produzioni calarono vertiginosamente e di conseguenza si risparmiò sul numero di disegni per le animazioni ( e questa sembra scontata ma è una delle trovate che  caratterizzano ad es. i cartoni di Hanna & Barbera coi loro personaggi statici a cui si muovono solo bocca e arti )

I cartoni sono diventati, da quel mondo fantastico e ottimista che erano (dove il male soccombeva al bene in virtù dei personaggi che facevano parte della storia) a rappresentarci un mondo dove la perfezione non esisteva e il personaggio sfortunato che si arrendeva al furbo diventava il vero eroe e il più amato ( che dire di Willy il Coyote?) dove la realtà pur non essendo inverosimile, risultava lo stesso ugualmente credibile nel contesto della narrazione (in un cartone Disney non succedono mai quei fatti inverosimili ma non favoleggianti, che accadono nei Warner e che noi accettiamo come possibili. Sembra un’altra cosa scontata ma non lo è stato per i primi spettatori dei questi cartoni) . I Simpson e i South Park ci hanno poi abituati alla "dura" realtà, contestandola e proponendocela senza vergogna ( e cambiando pubblico, che nel mentre è diventato adulto )

Il discorso sui giapponesi viene affrontato con le grandi serie tipo Heidi, Remi, Astroboy ( non si parla di Capitan Harlock, delusioneee) dove c'è sempre il riscatto dell'individuo per meriti del tutto personali che siano di bontà e simpatia o attraverso superpoteri. Queste qualità vengono spesso sottolineate dal fatto che il protagonista è spesso orfano o comunque abbandonato. Queste storie sono lo specchio dell’individualità giapponese spinta fin dalla più tenera età a forti  carichi di competitività già negli anni della scuola ( da qui anche le serie sportive dei giochi di squadra tipo pallavolo e calcio ).


Jumping di Osamu Tezuka
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04/03/2009

Culture Jam - Kalle Lasn

Immagine di Culture Jam
pag 311 - Trad. Rota Sperti S. Mondadori 2004

Grazie a questo libro ho scoperto di essere nel mio piccolo una culture jammer :P ! A parte gli scherzi ho trovato degli spunti molto interessanti di riflessione, soprattutto a livello di macro-attivismo. L'ho letto durante questo periodo di crisi nera globale che stiamo attraversando e mi piacerebbe sapere Lasn cosa dice ora, proprio lui che aspettava, per il grande salto, o un cataclisma geologico oppure un trracollo economico. Questo libro inoltre lascia molto spazio alla speranza. La speranza che, dallo stato delle cose, almeno le grandi corporation ne possano uscire sconfitte a favore di un sistema più controllabile e sostenibile sotto ogni aspetto (e soprattutto perseguibile in caso di illegalità)  . Sarò un'illusa ma questa speranza ha forse anche un nome ( Obama?). Si è già opposto alle lobby americane in favore della gente, da non crederci! Forse anche questo fa parte della grande occasione che l'essere scesi così in basso ci sta offrendo.

in sintesi da Ibs.it
Unendo scritti e opere visive, Lasn invita i cittadini del mondo occidentale, massificato e mercificato, a cambiare rotta. E indica anche il modo concreto per cambiare il mondo attuale: agire sul sistema dell'informazione, sulla gestione delle televisioni e sull'industria dell'alimentazione, della moda, delle auto, della musica e sull'organizzazione del potere. Mettendo in discussione il modello consumistico, gli idoli della pubblicità e dei marchi, questo volume mostra come ciascun individuo possa organizzare una resistenza allo strapotere del capitalismo selvaggio, contribuendo a dare vita a un mondo più giusto e più umano.



è un libro bookcrossing, qui il suo  viaggio
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21/12/2008

Lezioni americane - Italo Calvino

Immagine di Lezioni americane
pag 163 - Oscar Mondadori 2001

Libro di esiguo spessore, ma densissimo di spunti, riflessioni. L'ho ricevuto tramite un ring
di bookcrossing quindi l'ho dovuto leggere un po' in fretta. Questa situazione non giova a un'opera che andrebbe centellinata, sottolineata, e riempita di orecchie sulle pagine per ritornarci e trovare gli spunti per altre letture di cui è strapiena. La "mia" copia che ho poi acquistato, la tengo sul comodino ;)
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21/12/2008

Fuoco amico - Abraham B. Yehoshua

Immagine di Fuoco amico
pag 399 - Trad. Alessandra Shomroni - Einaudi 2008

Ho fatto molta  fatica a leggerlo. Fino a pagina 200 sono stata sul punto di mollarlo. I capitoli sono la narrazione alternata a due di una settimana che due coniugi sessantenni israeliani, vivono lontani l'una dall'altro. Già questa scelta narrativa mi ha annoiata parecchio. la trama spesso si svolge tra particolari irrilevanti e ripetuti. Essendo l'autore di Gerusalemme penso che le sue chiavi stilistiche siano diverse dalla letteratura che abitualmente leggo e che quindi io non sia entrata in sintonia con qualcosa che mi è nuovo. Salvo una decina di pagine centrali, quelle che trattano della morte del nipote Eyal per "fuoco amico" e che sono la ricostruzione da parte del padre inconsolabile di come possa essere avvenuta questa morte assurda. Il monologo (sotto forma di una raffica di domande) che la giovane palestinese incinta fa al vecchio padre israeliano è il fulcro di tutte le quattrocento (numero esagerato) pagine di questo romanzo.

trama da bol.it
"Ruach" in ebraico significa 'vento', ma anche spirito, e "ruach refaim" è lo spirito dei morti, il fantasma. Il vento, in questo nuovo romanzo di Abraham B. Yehoshua, è quello che si insinua nelle fessure di un grattacielo di recente costruzione a Tel Aviv e provoca sibili e ululati che turbano gli inquilini. Amotz Yaari, il progettista degli ascensori, viene chiamato a indagare e a difendere il buon nome del suo studio dalle accuse che gli vengono rivolte. È la settimana di Hanukkah, una delle feste più amate in Israele, ma non è una settimana facile per Amotz. Sua moglie Daniela, che ama moltissimo e con cui ha un rapporto quasi simbiotico, è partita per la Tanzania, dove in una specie di esilio volontario vive Yirmiyahu, vedovo della sorella di Daniela. Da quando suo figlio è stato ucciso per sbaglio da un commilitone durante un'azione nei territori occupati, Yirmiyahu non sopporta piú di vivere in Israele. Non solo: non vuole piú vedere un israeliano o leggere un giornale o un libro scritto in ebraico. Vuole liberarsi dalla difficile storia del suo paese, e per farlo ha accettato un lavoro di contabile al seguito di una spedizione paleoantropologica in Africa. Alla ricerca degli ominidi preistorici, per non rischiare piú dolorosi incontri con la Storia. Amotz è un professionista serio, un marito fedele e un padre e nonno affettuoso. Durante l'assenza di Daniela, pensando continuamente a lei, si occupa del lavoro, dell'anziano padre immobilizzato dal Parkinson, del figlio che non avendo risposto all'ultimo richiamo nell'esercito è stato messo agli arresti, e dei nipotini che una madre irrequieta abbandona spesso nelle mani dei nonni. La sua è l'avventura di ogni giorno, l'avventura del quotidiano, dei piccoli e grandi problemi che ritmano l'esistenza di ognuno di noi. In Tanzania Daniela deve superare invece un difficile confronto con i fantasmi che assillano il cognato. Yirmiyahu rievoca per lei la morte improvvisa della moglie, distrutta dal dolore per l'uccisione del figlio. E soprattutto confessa la sua rabbia profonda, il suo tormento per quelle due parole, 'fuoco amico', con cui proprio Amotz, ingenuamente, aveva annunciato al cognato la terribile notizia. Come se sapere da quale arma è partito il colpo possa lenire il dolore di due genitori.
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14/11/2008

Dalla parte delle bambine - Elena Gianini Belotti

Immagine di Dalla parte delle bambine

pag 136 - Feltrinelli

Il sottotitolo la dice già lunga: "L'influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita"...

Il libro mette sotto tutt'altra luce l'educazione delle bambine e dei bambini, un tipo di educazione che io stessa ho avuto modo di conoscere, soprattutto all'asilo e a scuola ( e vi parlo di anni 70) .
Alcune situazioni descritte nel saggio sono superate e qualche passetto avanti per fortuna lo si è fatto. Molti condizionamenti rimangono comunque ben saldi nell'educazione femminile togliendo in alcuni casi ad entrambi i sessi,  qualcosa nell'arricchimento personale durante una fase così importante come la crescita.
Sarebbe veramente bello essere genuinamente considerati individui e non solo e in primo luogo, maschi o femmine ( ecco.. sarà un caso che ho messo prima i maschi?) ;)

è un libro bookcrossing, ecco il suo diario di viaggio
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14/08/2008

La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano

Immagine di La solitudine dei numeri primi
pag 304 - Mondadori 2008

Non è mia abitudine leggere i libri di cui si parla molto se non, forse, molto tempo dopo che l'eco mediatica si è spenta. In questi casi, generalmente,  mi nasce un pregiudizio grande così che non mi favorisce certo una letteura quantomeno serena. Questo libro mi aveva incuriosito qualche settimana fa perchè era stato lanciato in un  r i n g   a cui mi ero iscritta attirata dal, per me, bellissimo titolo e dall'enigmatica immagine in copertina ( ebbene si: questi i miei parametri di giudizio ;P  ).

A lettura ultimata posso dire che il libro è accattivante e in fondo non mi è dispiaciuto, anche con le sue lacune o le sue esagerazioni. I due personaggi principali sono molto urtanti nella loro cronica incapacità di crescere, di lasciarsi le cose alle spalle o di viverle fino in fondo. Leggendo ( e qui è quella che definisco esagerazione) queste loro nevrosi insormontabili mi sembravano inverosimili, ma pensando un po' solo nel piccolo raggio delle mie conoscenze, quanta gente c'è che vive con questa sofferenza continua più o meno esplicita?

Le lacune invece le ho tro trovate nei tanti temi e nei personaggi che vengono tirati in ballo ma solo superficialmente ( ad esempio  l'amico di Mattia e la sua omosessualità  o la tata extracomunitaria di Alice con la sua vita deludente  ) e che a mio parere sarebbe stato interessante approfondire.

edit: qui le foto dell'autrice dell' autoritratto in copertina : rooze
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09/06/2008

Sette volte gatto - Domenica Luciani

Immagine di Sette volte gatto
pag 180 - Feltrinelli Kids-I ed 1999
un libro per ragazzi che può piacere anche agli adulti, soprattutto per chi come me ha un feeling particolare con i mici ( soprattutto quelli neri ).
Il personaggio è un gatto nero. Il suo nome di gatto è Baffo di luna, ma gli umani che incontrerà nel corso delle sue sette vite lo chiameranno in altrettanti modi diversi. I sette capitoli del libro, corrispondono proprio a queste sue sette vite che si snodano in un periodo storico molto ampio: si parte dall'antico Egitto per arrivare fino ai giorni nostri nello scintillante mondo di Hollywood.
 I rispettivi modi di trattare i gatti da parte del genere umano, iniziano dalla venerazione degli egiziani passando per i periodi in cui donne e gatti venivano tranquillamente eliminati su uno stesso rogo, per questioni del tutto prive di razionale fondamento. tra questi estremi c'è anche chi rispetta i gatti per quello che sono, amandoli,curandoli e accettandoli come amici discreti ma sempre presenti.

qui il suo diario di viaggio
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