Ho trovato per caso questo libro a una bancarella dell'usato, quasi distrattamente l'ho infilato in valigia. Mi sono immersa nella sua lettura durante le vacanze e mi ha coinvolta totalmente.
Il tema del libro è la morte con le implicazioni collaterali di malattia, perdita ( e si parla di perdita dei genitori ) elaborazione del lutto. Nonostante questo tema decisamente senza via di scampo, mi sono trovata di fronte a un romanzo costantemente intriso di ironia. Questo approccio al tema fondamentale (autobiografico) non sminuisce minimamente l'intensità dell'esperienza vissuta a 22 anni dall'autore/protagonista. Il suo modo oserei dire selvaggio di attaccarsi alla vita prendendosi cura del fratello più piccolo con tutte le sue forze e soprattutto con tutto il suo amore, cercando di divincolarsi sempre dalla pietà degli altri è ben rappresentato dall'aggettivo del titolo: struggente. Il senso della famiglia ( oltre al fratellino ci sono un fratello e una sorella più grandi che conducono vite proprie ma non disinteressate ) rimane comunque intatto e sicuramente consolidato.
Nella parte centrale del libro, si parla della fondazione da parte di Dave di una rivista indipendente a San Francisco . Questa parte è stata criticata da molti lettori (ad es. su anobii) e l'autore stesso nella folle spassosa introduzione dice che probabilmente quella parte del libro non piacerà ai più.
Per quanto mi riguarda l'ho trovata funzionale alla voglia di vivere e sperimentare che può avere un ventiduenne nonostante e probabilmente soprattutto dopo aver vissuto una perdita così grave come quella dei genitori.Per quanto riguarda il “formidabile genio” spesso l'autore si riferisce a se in maniera entusiastica e superlativa nelle cose che fa ( come i fenomenali lanci col frisbee ) o addirittura intrattiene dialoghi coi protagonisti che improvvisamente diventano coscienti del loro essere personaggi di un libro. Questa autoreferenzialità strappa spesso un sorriso, e la paragonerei a Snoopy quando si crede il Barone Rosso sul tetto della sua cuccia, più che una vera e propria altissima opinione di se stesso.
Infatti nei ricordi che Dave ha dei suoi genitori e nella parte conclusiva del romanzo, tutta la sofferenza della perdita emerge, quindi penso che “il genio” sia solo un controbilanciamento di questa umana sofferenza, che accomuna tutti su uno stesso piano, non importa quanto geni si possa essere.
dal risvolto di copertina
È un gelido inverno quello in cui una famiglia borghese di Chicago viene travolta, nel giro di pochi mesi, da un duplice, inaccettabile lutto. E così Dave, ventiduenne, si ritrova da un giorno all'altro a fare da padre e madre al piccolo Toph, di soli otto anni. Il mondo li attende e loro due non hanno nessuna intenzione di farlo aspettare: Dave vende la casa di famiglia, sale in macchina e si dirige insieme al fratellino verso il sole della California, trasformando un evento devastante nell'inizio di una nuova vita piena di libertà... Comincia così il racconto, imbevuto di tenerezza, candore, coscienza di sé e disarmante megalomania, delle vicende di un ventenne di oggi alle prese con baby-sitter, cene precotte, MTV e la rivoluzione digitale. L'opera struggente di un formidabile genio è un libro inatteso e irresistibile, ma è anche e soprattutto un'affascinante esplorazione delle nuove frontiere della letteratura contemporanea.
Sulla copertina di questo libro c'è la foto di quel che resta della palestra della scuola di Beslan (l'autore è Sergei Grits).
Si vedono corone di fiori e bottiglie. In alcune bottiglie ci sono dei fiori, ma se si guarda bene ci sono anche delle semplici bottiglie di acqua, si nota anche una lattina, forse di cocacola. Questa foto mi ha ipnotizzata spesso, prima o dopo la lettura, che comunque non può essere di troppe pagine per volta. La luce di questa foto è fredda. Sembra quasi in bianco e nero, ma poi si notano i colori smorzati delle corone di fiori. Fuori, sullo sfondo, c'è un palo della luce con due lampioni ai lati. I miei occhi lo leggono come una croce, non posso farne a meno.
Ho finito di leggere il libro e l'amarezza che mi ha lasciato è molta. Per i fatti che narra, per la menzogna, la finzione che copre ogni cosa ( e anche noi, l'occidente ) l'ingiustizia senza limiti. Per farci sapere queste cose, per farle sapere anche e soprattutto ai suoi compatrioti, Anna Politkovskaja è stata freddata, e come lei tanti altri giornalisti e attivisti che hanno voluto parlare e si sono battuti per riuscire a farlo. Solo pochi giorni fa un' altra vittima: Natalia Estemirova