L’ho riletto un paio di mesi fa e non mi ricordavo quanto questo libro fosse bello. Come “Il richiamo della foresta”. Non saprei quale dei due mettere uno scalino più su ( forse “ Il richiamo” perché si narra del passaggio dalla vita domestica a quella selvaggia e la cosa mi ispira più libertà )
In Zanna Bianca invece è un lupo che viene addomesticato e ne passa veramente di tutti i colori con gli umani. E’ un romanzo che narra la crudeltà dell’uomo e l’amore e la paura verso l’umano che un cane/lupo può provare, fino a diventare esso stesso una belva per riuscire a sopravvivere.
Sono arrivata sull’orlo della commozione nel leggerlo e ho centellinato le pagine perché mi spiaceva che la storia finisse. Il tema del cane che attacca l’uomo è più che mai di triste attualità. Leggendo di Zanna Bianca non si può non riflettere sul fatto che se un cane arriva ad essere talmente aggressivo nei confronti dell’uomo è perché, il più delle volte, è l’uomo stesso ad aver contribuito coi suoi soprusi all’attuazione di una simile situazione. Quando invece ci vorrebbe comprensione e rispetto per ricevere in cambio quello che anche un selvaggio come Zanna Bianca alla fine ha saputo dare al suo padrone. Gli altri non so, io sto dalla parte di Zanna Bianca.